Mailart, che passione!
"Verba volant scripta manent". Il pensiero, l'attività della mente, indelebile, immortale, mutevole e labile produce concetti e porole che prendono forma con immagini e fatti e si sintetizzano da millenni con segni statici su superfici sempre più mobili e modificabili.
Lettere e cartoline, con i loro francobolli e buste, spesso reali opere d'arte, girano il mondo.
La Mailart o Arte Postale, espressione quasi privata di creatività e anche ricerca, ha la prerogativa di essere di piccole dimensioni e di tracciare, con il suo movimento nello spazio, un disegno ideale che compone una grande opera d'arte totalizzante, al di là di qualsiasi confine fisico ed ideologico, che risponde ad uno dei principi fondamentali dell'arte, oggi dimenticato e snaturato, che è quello di essere sempre al di sopra di tutto.
L'Arte Postale è diventata un vero e proprio network mondiale, attraverso i quale ognuno di noi potrà far parte di una fitta ragnatela di comunicazioni artistiche. Nella Mailart non ci sono differenze di professionalità, di ingegno e cultura, siamo tutti allo stesso livelo, voliamo in alto tutti insieme, liberi dalle regole del mercato e della critica cosiddetta "ufficiale".
Quando Vincent Van Gogh scriveva al fratello Theo con lo schizzo di un'opera che voleva realizzare faceva arte postale senza saperlo, uguale al nipotino Mario che invia il disegnino alla nonna Paola.
Il fenomeno della Mailart si è sviluppato in modo globale e ogni mattina, con l'arrivo del postino, il mondo entra in casa tua e per il fruitore di Mailart comincia la vita.


Eraldo Di Vita

OPERE
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Nicholas Krushenick Oswald Tschirtner
Marc Chagall Gianfranco Pardi
Keith Haring Eugenio Carmi
Jannis Kounellis Antoni Tapies
Fernandez Arman Sebastin Matta
Gino Gini Getulio Alviani e Joel Stein
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